31 ottobre

Ognuno di noi ha un ricordo apparentemente dimenticato.

Riappare con una figura, un sapore o un profumo, come ci insegna Proust.

A me lo rievoca una data, il 31 ottobre. Danilo e io avevamo deciso di andare ad ascoltare un concerto nelle sale del castello di L’Aquila. Mentre ci avviamo al luogo dell’appuntamento, all’incrocio dei Quattro cantoni, una serie di personaggi mascherati da stregoni intonano un Sabba: atmosfera gutturale, primitiva e canti di maghi e streghe. Da perdere il fiato, un incantesimo sotto cielo stellato. Si fa tardi, però, e arriviamo trafelati alla sala del concerto: entriamo e un gruppetto sparuto di giapponesi inizia a fissarmi, ridacchia e poi esplode, indicandomi: “Beautiful, beautiful!”. Io mi giro, credendo che dietro di me ci fosse una celebrità! E loro, invece: “You! You!”. Io, timidamente con il dito indice al cuore: “Me?”. Presa dall’imbarazzo mi nascondo dietro le note del concerto. Indimenticabile.

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